Sostegno al reddito 2006:
risultati e prima analisi sui contributi erogati
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Comunicato stampa

Torino, 14 febbraio 2007

Sono state circa 4.000 le richieste per ricevere il contributo al reddito per persone dipendenti, sospese o licenziate, da aziende in crisi e con un indicatore di situazione economica (ISEE) sotto la soglia di 12.000 euro annui. Per sostenere il reddito delle famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori licenziati, in cassa integrazione, in mobilità, che ricevono la disoccupazione o siano senza lavoro dopo un contratto a progetto, ed anche allo scopo di avvicinare il soggetto in difficoltà ai servizi per l’impiego, la Regione ha stanziato, nella finanziaria 2006, 10 milioni e 500mila euro.

L’intervento è stato realizzato per conto della Regione, dall’Agenzia Piemonte Lavoro: 2.843 le richieste accolte per un totale di 8 milioni e 22 mila euro, pari al 76,4% del fondo.

Si stima che entro marzo saranno assegnate tutte le richieste di contributo. La previsione di spesa futura per le domande ancora da verificare ammonta a circa 1 milione e 590mila euro. Così la spesa complessiva potrebbe superare il tetto del 90% del fondo, attestandosi a 9milioni e 613mila euro.

Dal 20 luglio scorso al 31 dicembre lo sportello ha fornito informazioni e ricevuto i moduli compilati. Nei primi dieci giorni di apertura l’affluenza è stata notevole, infatti sono arrivate ben 1.605 domande, e il primo giorno 653 moduli.

Questo è il profilo delle persone che emerge dall’analisi dei dati curata dall’Agenzia Piemonte Lavoro: 42 anni è l’età media (l’età è compresa tra i 21 e i 65 anni), gli uomini sono in maggioranza (1.857 maschi e 986 donne), così come i cittadini italiani (2.180 e 663 stranieri), e oltre la metà hanno conseguito la licenza media. Gli stranieri tuttavia hanno livelli di istruzione più alti (almeno il diploma di maturità per il 23% contro il 16% degli italiani).

Gli ammessi sono in maggioranza le lavoratrici e i lavoratori che hanno subito una interruzione definitiva del rapporto di lavoro: il 34% sono in mobilità indennizzata e non, e il 21% in disoccupazione ordinaria con indennità INPS. Per contro il 40% dei dipendenti è in cassa integrazione ordinaria o straordinaria anche in deroga a zero ore.

Le famiglie degli ammessi al sussidio sono al momento 2.608, per un totale di 7.733 persone.

La famiglia tipo è numerosa, composta in media da tre o quattro persone (630 nuclei con tre congiunti, e 676 con quattro). Sono “soli” in 520, all’opposto due famiglie hanno nove componenti e una dieci.

Il valore ISEE più frequente è quello fino agli 8mila euro.

Tra i beneficiari ve ne sono alcuni appartenenti allo stesso nucleo familiare: sono in totale 56 le famiglie alle quali è stato attribuito il sussidio a più di una persona. Sono 18 le famiglie, dove l’interruzione temporanea o definitiva del rapporto di lavoro di due familiari è legata alla stessa azienda in crisi.

Tra i nuclei definiti da una sola persona, solo il 22% si riferisce a giovani con età sino ai 35 anni. Nella parte restante s’innalza l’età anagrafica: il 34% ha compiuto almeno 50 anni ed il 44% si concentra tra i 36 e i 49 anni. E’ tuttavia il gruppo degli ultra cinquantenni quello in cui compare la maggiore percentuale di donne sole, rispetto agli uomini incidono per il 47%.

Sulla provenienza delle domande ammesse, spicca al primo posto la provincia di Torino che da sola assorbe il 66,7% (1.896 persone, e 894 nel comune di Torino), segue Alessandria (7,6%), Biella (6,9%), Cuneo (6,6%), Vercelli (3,9%), Asti (3%), Novara (2,8%) e infine il Verbano (2,6%).

E infine le imprese sono circa mille, distribuite su tutta la regione. La maggior parte riguarda aziende manifatturiere anche di fama internazionale, così come troviamo imprese agricole o di servizi. E il 26% degli ammessi al contributo proviene da una concentrazione di quindici aziende, dove le più importanti operano nel settore auto e relativo indotto.

Da questa analisi emerge con chiarezza che si è trattato di uno strumento utile, che ha intercettato e risposto ad un bisogno reale e concreto di sostegno al reddito ma che ha avuto anche l’obiettivo di avvicinare le persone in difficoltà ai servizi per l’impiego, cioè alle attività poste in funzione dalla Regione e dalle Province a favore del reinserimento nel mercato del lavoro. - ha detto l’Assessore regionale al Welfare e lavoro Teresa Angela Migliasso - Il 2006 è stato l’anno di avvio e di sperimentazione: per il 2007 affineremo lo strumento e riconfermeremo le risorse dello scorso anno. Come Regione abbiamo fatto la nostra parte ma è del tutto evidente che la priorità è e rimane la riforma degli ammortizzatori sociali ed anche alla luce di questa iniziativa riteniamo auspicabile che il governo individui e sostenga misure di reddito di cittadinanza, come strumenti di inclusione sociale”.


 

 
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