| Monitoraggio azioni di orientamento obbligo formativo 2004 |
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L'Atto di Indirizzo 2004-2005 della Regione Piemonte (DGR n.57-11903
del 02/03/04) relativo alle azioni di Orientamento per l'Obbligo Formativo (Diritto/dovere
all'istruzione ed alla formazione nei Sistemi di Istruzione e di Istruzione e Formazione
professionale) assegna all'Agenzia Piemonte Lavoro (come nel precedente Atto di
Indirizzo 2001-2002) il compito di monitorare periodicamente le azioni del suddetto
atto mediante l'osservazione sistematica degli interventi e delle modalità attuative
adottate dalle Province.
Quali strumenti di rilevazione quantitativa sono state adottate le autocertificazioni
trimestrali provinciali richieste dal Ministero del Lavoro e della P.S. relative
allo stato di avanzamento delle attività.
L'atto di indirizzo sulle azioni di orientamento 2004-2005 per l'Obbligo Formativo
deliberato dalla Regione Piemonte, disciplina le modalità di attuazione e finanziamento
delle azioni di orientamento da parte delle Province nell'ambito delle risorse previste.
Rispetto al precedente Atto sono state apportate alcune modifiche che hanno permesso
una maggiore flessibilità relativamente all'utilizzo delle azioni rimodulate e riformulate
per meglio rispondere alle esigenze orientative espresse dalle Province. Inoltre,
come azione preventiva, è stata prevista l'estensione di alcuni degli interventi
anche alla fascia dei quattordicenni.
Per orientamento si intendono le attività di informazione, di accompagnamento e
di supporto per l'inserimento ed il successo formativo.
Un'attenzione particolare è dedicata ad interventi specifici di orientamento e di
integrazione per allievi disabili, al fine di integrare la gestione delle azioni
rispettando le indicazioni del P.O.R. 2000/2006 e del relativo Complemento di Programmazione.
Le azioni infatti, attraverso il coordinamento dei Servizi territoriali gestiti
dai Comuni o dai Consorzi di Comuni, dovranno essere strutturate in modo integrato
con le attività didattiche/formative e con le altre azioni orientative del gruppo
/ classe in cui è inserito il soggetto disabile e potranno prevedere momenti orientativi
individualizzati.
Gli interventi sono rivolti ai disabili con handicap intellettivo e/o psichici frequentanti
gli ultimi due anni della Scuola secondaria di primo grado ed il primo anno dei
Sistemi dell'Istruzione e dell'Istruzione e Formazione professionale per rafforzare
le attività di orientamento svolte nella classe, così da poter permettere loro di
sviluppare un'autonomia personale, le competenze relazionali e le abilità cognitive.
A livello complessivo tutte le azioni previste dall'Atto di Indirizzo possono suddividersi
in tre categorie e tipologie di interventi orientativi, successivamente evidenziati
con i seguenti colori e lettere:
| informazione orientativa | Tip. A | |
| formazione orientativa | Tip. B | |
| consulenza orientativa | Tip. C |
Ogni categoria viene poi suddivisa e declinata nelle diverse azioni di intervento.
|
Specchietto riassuntivo delle Azioni di orientamento |
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| A1 | Sportello informativo,accoglienza, contatto,accertamento disponibilità |
| A2 | Colloqui interviste |
| A3 | Seminari, incontri orientativi di sensibilizzazione |
| B.1.1 | Percorsi integrati Provincia S.M.I e superiori A.F.P. |
| B3 | Tutoraggio all'inserimento Formativo con percorsi di sostegno sulle competenze di base e trasversali |
| B3.1 | Tutoraggio formativo individualizzato |
| B5 | Moduli rivolti ai disabili negli ultimi due anni dell'obbligo scolastico e il primo dei sistemi dell'Is. e Is.F.P. |
| B6 | Inserimento orientativo attraverso stage/tirocinio territoriale |
| B7 | Inserimento orientativo attraverso stage/tirocinio trasnazionale |
| B8 | Laboratori |
| C1 | Colloqui orientativi |
| C2 | Bilancio motivazionale/attitudinale individuale |
| C3 | Bilancio motivazionale/attitudinale di gruppo |
Ogni Provincia, attraverso la presentazione del Piano di attività di orientamento
per l'espletamento del Diritto/Dovere risponde, dopo aver recepito complessivamente
le indicazioni regionali, attraverso una propria strategia di intervento, contestualizzando
le diverse azioni nella specifica realtà territoriale, tenendo conto delle esperienze
già maturate nel settore, delle proprie risorse a disposizione e delle proprie priorità.
Obiettivo comune a tutte le realtà provinciali è comunque la volontà di dare continuità
alle esperienze passate, collegando l'obbligo di frequenza di attività formative
e il Diritto/Dovere all'istruzione ed alla formazione per almeno 12 anni, o fino
al conseguimento di una qualifica all'interno del Sistema di Istruzione e Formazione
professionale. Questo in conseguenza delle disposizioni legislative come le recenti
riforme normative riguardanti il mercato del lavoro (Legge n. 30 del 14/02/2003)
e l'istruzione (Legge n. 53 del 28/03/2003), nonché Il D.Lgs. 276/03 di attuazione
delle deleghe in materia di occupazione e del mercato del lavoro.
Altra finalità comune è la consapevolezza di dover porre rimedio al fenomeno della
dispersione scolastica, ma anche a quello della Formazione Professionale e del contratto
di Apprendistato, in un'ottica maggiormente legata al singolo individuo, alle sue
peculiarità e singolarità. Riconducendo ed accompagnando il giovane verso uno dei
tre canali riconoscendoli di pari dignità, permettendo così ai ragazzi di trovare
delle risposte in grado di soddisfare le proprie esigenze informative, formative
e di orientamento.
Questo secondo atto di indirizzo può essere considerato come il naturale evolversi
di quanto già progettato e realizzato nelle singole realtà territoriali a garanzia
quindi di una effettiva volontà di perseguire e proseguire negli obiettivi generali.
La sua natura ancora sperimentale ha richiesto la continuazione dei lavori del Gruppo
Tecnico Regione - Province sull'obbligo formativo, costituito dai rispettivi funzionari
designati, da un rappresentante dell'Istituzione scolastica ed uno delle Agenzie
formative, nonché dell'APL, in modo da garantire e supportare la concreta evoluzione
e realizzazione del programma.
Tuttavia, anche quest'anno, tra quanto progettato e quanto realizzato, non sempre
le Province sono riuscite (almeno sino ad oggi) a rispettare i propri programmi.
Gli ostacoli, prevalentemente sempre di natura organizzativa e strutturale, potrebbero
essere rimossi nel corso del secondo anno di attività previsto dall'attuale Direttiva.
Nelle successive tabelle la realizzazione tra quanto programmato nei piani provinciali
e quanto realizzato verrà evidenziato con la seguente marcatura:
Mentre quanto previsto, ma non ancora attuato, verrà evidenziato
con la marcatura in grigio:
Le successive tabelle riportano quanto è stato autocertificato dalle singole Province e sono altresì arricchite da elaborazioni aventi lo scopo di evidenziare oltre al numero di soggetti coinvolti e di azioni realizzate, anche le modalità intraprese dalle Province:
il rapporto tra le azioni previste dall'atto di indirizzo regionale e pianificate dalle Province
il rapporto tra le azioni previste e realizzate
l'organizzazione dei servizi
la distribuzione delle azioni e dei giovani a livello regionale e provinciale
il rapporto tra la popolazione raggiunta ed i giovani coinvolti nei servizi a livello regionale e provinciale.
I dati del presente monitoraggio si riferiscono alle azioni ed ai soggetti coinvolti
dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2004.
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