| 2004 - Rapporto sull'implementazione dei Centri per l'Impiego in Piemonte |
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Sono 160.384 le persone "disponibili al lavoro" in Piemonte nel 2004, sono cresciute del 15% dal 2003 e sono in maggioranza donne (65%). Queste informazioni sono contenute nel quarto rapporto di monitoraggio "L'evoluzione dei Servizi per l'impiego", realizzato dall'Agenzia Piemonte Lavoro e presentato oggi dall'Assessore regionale al Welfare e Lavoro Teresa Angela Migliasso e dal direttore dell'Agenzia Piemonte Lavoro Lucia Mollica.
Una realtà complessa quella del mercato del lavoro in Piemonte, vista attraverso una fotografia di insieme dei 30 centri per l'Impiego e delle 20 Unità decentrate piemontesi, che aggiornano con tempestività l'elenco dei disponibili al lavoro. Questi dati sono il risultato di un grande impegno volto ad accertare la reale disponibilità al lavoro attraverso questionari spediti all'utenza e colloqui svolti dagli operatori dei centri, si è così passati da 400 mila iscritti a oltre 160 mila "disponibili al lavoro".
"Il monitoraggio ha un forte valore funzionale e può assumere un ruolo centrale
per le politiche attive del lavoro - ha affermato l'Assessore Migliasso - La Regione
Piemonte ha una responsabilità generale sull'intero territorio ed il Rapporto che
presentiamo oggi potrà supportare il governo del sistema sia nella fase della valutazione
che in quella dell'orientamento delle politiche".
La prevalenza femminile si conferma nei diversi target.
Il 45% dei lavoratori disponibili subito ad una occupazione hanno da 25 a 40 anni, il 34% sono ultraquarantenni mentre il 19% sono giovani da 18 a 25 anni. Il 2% circa sono adolescenti, e si rileva come, in questa fascia di età, siano di più i ragazzi a cercare lavoro rispetto alle ragazze, che tendono, più dei loro coetanei, a proseguire gli studi.
La provincia di Torino è in testa con la metà dei disponibili nella regione (50%), seguono a distanza Alessandria con il 12%, e poi Cuneo 10%, Asti 7%, Biella 6%, Verbano Cusio Ossola 4% e infine Vercelli 3%.
I lavoratori "svantaggiati", le persone che non sono in grado di inserirsi nel
mercato del lavoro senza specifica assistenza, sono 35.902 nella regione: 17.319
persone con disabilità e 18.583 extracomunitari.
Dalle rilevazioni emerge come diminuisca la burocrazia e cresca l'attenzione alle
persone e alle imprese: è infatti diminuito il tempo dedicato alle pratiche amministrative
(dal 32% nel 2003 al 25% nel 2004), e sono aumentate invece le attività di orientamento
(dal 19,5% al 24%).
Rispetto all'informazione sono state avviate pratiche innovative, ad esempio
si comincia a utilizzare anche gli Sms.
Dal punto di vista della metodologia di servizio, inoltre, va segnalato che in tutte
le sedi avvengono colloqui di accoglienza e informazione con approfondimento del
curriculum e delle competenze.
In prevalenza le persone in cerca di lavoro continuano a contattare il centro per l'impiego con il telefono: 4.067 telefonate al giorno giungono ai centralini (49%), 3.788 sono i contatti di persona in un giorno (45%), mentre il 6% utilizza la posta elettronica. Anche le imprese privilegiano il telefono per il dialogo con i centri (53%), seguono i contatti diretti con le persone (41%) e come i lavoratori il 6% delle aziende utilizza la posta elettronica.
In prevalenza si rivolgono ai Centri i consulenti del lavoro (56%), poi le aziende sino a nove dipendenti (18,4%) e le piccole imprese (18,3%), e infine le medie e grandi imprese (7,5%).
Anche le strutture hanno cambiato aspetto, sono state ammodernate e molto è stato fatto in termini di accessibilità. In particolare, le barriere architettoniche sono state eliminate dalle strutture dei 13 centri della provincia di Torino, sull'intero territorio regionale le sedi adeguate sono aumentate da 28 a 39 in due anni, e altre cinque sono ora in fase di ristrutturazione.
"La Regione ha trasferito risorse alle Province per l'organizzazione e l'implementazione dei servizi per l'impiego e per la messa in rete degli operatori pubblici e privati per un ammontare di oltre 36 milioni e 700 mila euro. - ha ricordato l'Assessore Migliasso facendo riferimento al Programma operativo per l'obiettivo 3 del Fondo sociale europeo 2000/2006 - Tali risorse sono state destinate alla ristrutturazione, all'ammodernamento e alla messa a norma delle sedi, all'abbattimento delle barriere architettoniche, alla dotazione di infrastrutture e sistemi informatici, alla comunicazione istituzionale, nonché alla formazione professionale degli operatori".
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